Storia

Premesse Storiche-Famigliari.

Il fondo agricolo Archisa è condotto senza interruzione dalla metà del 600.

Nato come cascina conventuale a fine 600 con una cappella intitolata a Santa Teresa d’Avila con monocoltura viticola. Confiscata alla chiesa secondo le Leggi Napoleoniche. Prima della nostra conduzione è stato condotto dal 1810 ai giorni nostri dalla famiglia Romanisio, a partire dal 2.05.2002 la famiglia Romanisio ancor prima di venderci la proprietà ci ha affittato tutto il fondo agricolo.

Diventati proprietari nel 2002 abbiamo iniziato a collaborare nella coltivazione dell’uva, abbiamo bonificato i noccioli dalle infestanti e dato ordine al verde intorno alla cascina.

L’attività agricola consiste nella conduzione di tutti i terreni provenienti dalle nostre famiglie con la progressiva ripresa delle coltivazioni vocate sebbene con piccole produzioni senza l’utilizzo di prodotti chimici fatto salvo calce zolfo e rame e favorendo le varietà locali e l’utilizzo di seme naturale vedi ad esempio gli occhi di patata o i semi di pomodoro, zucca.

Caratteristiche pedoclimatiche:

Anche qui varie sono rappresentate un po’ tutte le caratteristiche pedoclimatiche piemontesi, passiamo da terreni calcarei vocati a piccoli frutti tipo mirtillo e mora a terreni acidi vocati al mirtillo.

Descrizione delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei luoghi:

Si passa dal paesaggio collinare di Langa o di Bagnasco  a quello boschivo prealpino di Garessio. Comune denominatore è la presenza del Tanaro.

Ordinamento produttivo:

Theodule,  dal 2002 ha piantato circa 1600 piante. Ciò Senza creare una concentrazione intensiva della stessa varietà , lasciando parecchio spazio tra una pianta e l’altra per creare situazioni sfavorevoli ai patogeni. Nella scelta varietale non è stata favorita la coltivazione intensiva perché poco adatta orograficamente sia al territorio di Farigliano e tanto meno a quello da comunità montana degli altri appezzamenti. L’obbiettivo aziendale é quello di arrivare ad avere una produzione piccola ma varia che copra diverse tipologie varietali e diversi momenti dell’anno, evitando produzioni intensive mai favorendo varietali di frutti con caratteristiche da trasporto e conservazione.

In breve le coltivazioni sono composte da:

Patata della val Tanaro

Fagiolana bianca di Bagnasco

Ortaggi di stagione

Piccoli frutti quali mirtillo, mora, e fino alla stagione scorsa Lamponi

Mele annurca

Mele ferrovia

Melo renetta

Nocciolo di Langa DOP.

Melo cotogno

Caki

Fichi almeno tre varietà

Noce italiana e Noce friabile

Castagno età media 40 anni

Peri e peri selvatici

Melograno

Puciu ( nespolo comune)

Ciliegi  varietà domestiche ma anche selvatiche (tipo ciliegi del Merlo).

Albicocchi

Pesche esclusivamente da vigna o selvatici.

Vite :  Dolcetto, Cacchione, Glera, Moscato d’ Amburgo.

Almeno cinque varietà di gelsi: bianco , piangente, francese a frutto piccolo e foglia grande, due varietà di selvatico a frutti più grandi e più piccoli, con le caratteristiche more

Piante officinali in miscellanea.

Querce

Bosco ceduo età media 35 anni

Robinia pseudoacacia per i fiori

Tiglio per i fiori

Fagus platanoides per i frutti.

Rose con fiore edulo.

(Queste piante sono fonte di foglie o fiori per tisane)

Buxus buxus

Prato foraggero

Almeno tre varietà di Salice : quello selvatico , quello adatto alla legatura della vite, quello adatto alla costruzione dei cesti tipo gorbe e quelli adatti al confezionamento di altri cesti.

Raccolta di funghi esclusivamente porcini e gallinelle , tartufo bianco e tartufo nero. Per cui oltre la conoscenza personale ci avvaliamo di un consulente agronomo.

Allevamenti (con l’indicazione dei capi totali e quelli produttivi, l’entità della produzione e la sua destinazione) NO.

Dotazioni aziendali:

Energia elettrica fornita da Enel Energia, Irrigazione presente a pozzi ed in alcuni fondi a Bealere del Tanaro o da Ruscelli naturali, non sono mai presenti recinzioni per scelta aziendale per evitare l’alterazione dei movimenti faunistici naturali che permetta a noi o al visitatore di incontrare la fauna locale.

Fabbricati:

I fabbricati nel core aziendale sono di grande dimensione e ricalcano cascina Archisa, classica cascina a corte, di proprietà dei soci in uso per contratto di comodato d’uso di lunga durata al conduttore, la destinazione d’uso a fine lavori di ristrutturazione è agricola.

Macchine agricole, attrezzature, impianti.

La dotazione in macchine agricole si evince dai documenti Del Patronato Agricolo, comunque in breve siamo dotati di un Cingolato Fiat 45 cavalli, un Valpadana 36 cavalli reversibile, un motocoltivatore cassonato 16 CV , una fresa Borio, una Trincia Palladino, un trattore tagliaerba Viking, un carro, tre decespugliatori , tre motoseghe più una motosega da potatura, due gruppi elettrogeni portatili, due pompe portatili , una pompa con depressore per circuitare pozzi e irrigare, più tutti gli attrezzi a mano previsti per il lavoro agricolo. 1 furgone maxi per la logistica territoriale sfavorevole

Titoli e quote per il momento non ne abbiamo.

Attività di trasformazione/commercializzazione eventualmente svolte nell’azienda:

Vendita di tutti i prodotti aziendali, in particolare la forma di vendita del prodotto in campo con la sua componente didattica in cui insegni all’acquirente anche la raccolta , e se l ‘acquirente è abituale potrà aver seguito nelle stagioni le diverse fasi della potatura o della coltivazione a seconda del prodotto.

Altra attività connessa (agriturismo, fattoria didattica, manutenzione del territorio,ecc.)

Nostro obbiettivo come altrimenti citato è di diventare una fattoria Agriculturale e quindi una Fattoria Didattica a tutti gli effetti.

Questo tipo di scelta porta obbligatoriamente ad una forte connessione della produzione aziendale con l’offerta che ci proponiamo di fare al turista visitatore. Un ‘ offerta di tipo agri-culturale  che permetta al turista (italiano o straniero che sia) di gustare frutti perduti dal mercato tradizionale , di vedere il frutto sulla pianta inserita in un territorio a formare una sorta di giardino frutteto, che permetta esperienze miste quale ad esempio la raccolta delle more del gelso dedicata ad un piccolo gruppo di ragazzi con la trasformazione guidata del prodotto a prodotto finito tipo marmellata o ad un semilavorato che permetta di gustare poco dopo la granita di Gelso, tutto ciò senza disdegnare un piccolo salto didattico sull’utilizzo della foglia del Gelso nella nostra cultura o un assaggio guidato delle varietà disponibili di gelso più vocate alla produzione fogliare o al frutto.

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.”

L.Einaudi.