Territorio

“Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C’è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t’ingombrano e vanno nel vento
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell’estate”

(Cesare Pavese, 20 ottobre 1945)

Il territorio formato da queste calde valli non si può descrivere diversamente, non ci sarebbero parole più appropriate dei versi del Maestro Pavese.

Le meravigliose valli che abbracciano Farigliano sono senza dubbio una delle mete amate dai naturalisti, percorso ideale per i ciclisti e per chi ama le lunghe camminate. Soffermiamoci più dettagliatamente sul nostro territorio:

Paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe-Roero e Monferratophoca_thumb_l_15

I paesaggi di vigneti di Langhe-Roero e Monferrato in Piemonte consistono in cinque aree vinicole distinte e un castello, i cui nomi evocano competenza profonda e antica nel rapporto tra l’uomo e il suo ambiente. Esse offrono panorami di colline attentamente coltivate che lasciano spazio anche agli edifici dando struttura alla spazio visivo: borghi, castelli, chiese romaniche, fattorie, ciabots, cantine e magazzini per invecchiamento.

La proprietà di serie si distingue per l’armonia e l’equilibrio tra le qualità estetiche dei suoi paesaggi, la diversità architettonico-storiche e l’arte autentica e antica della vinificazione.

I paesaggi culturali dei vigneti del Piemonte forniscono eccezionale testimonianza di una vitivinicoltura che deriva da una lunga storia, continuamente migliorata e adattata fino ai giorni nostri.

L’integrità della struttura seriale è soddisfacente, in quanto contiene tutti gli elementi necessari per la piena espressione dei suoi valori. Complessivamente considerate, le sue cinque componenti esprimono appieno la complessità culturale, residenziale, architettonico, ambientale e produttiva di questa regione vitivinicoltura. Essa testimonia un insieme di tradizioni secolari che sono state via via accumulate.
L’uso dei suoli, le strutture costruite e l’organizzazione sociale di tutte le fasi del processo di vinificazione sono espressione di una continuità di antiche pratiche e competenze per formare complessi autentici in ogni componente della bene seriale. Il paesaggio del Piemonte è senza dubbio uno dei più armoniosi e più coerenti con l’ideale di una “panoramica” paesaggio rurale-vigna, accentuato dalle dolci colline che forniscono molti scorci e panorami con sottili sfumature.

La struttura è protetta sotto i Beni e Paesaggi del codice culturale (Decreto Legislativo n ° 42 del 22 gennaio 2004), sotto la responsabilità del Ministero per i Beni e le sue agenzie regionali culturali. Esso definisce le responsabilità delle autorità regionali e locali pubblici e le procedure di applicazione. I comuni regolano e permessi di controllo per l’edilizia e le alterazioni. Lo fanno con riferimento ai piani regolatori comunali e piani di sviluppo urbano.

Il Castello di Cavour

Il Castello di Cavour, un nome emblematico sia nello sviluppo dei vigneti sia nella storia italiana, è una perla tra le colline. Conosciuto poco, è ammirato solo dagli appassionati di storia dell’arte. Dal 2014 è patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, per questo è la fortezza più significativa della zona.Castello-di-Grinzane-Cavour-2

Si trova nella parte meridionale del Piemonte, tra il fiume Po e l’Appennino Ligure, e abbraccia l’intera gamma di processi tecnici ed economici relativi alla viticoltura e vinificazione che caratterizzano la regione da secoli. Polline della vite è stato trovato nella zona risalente al 5 ° secolo aC, quando il Piemonte era un luogo di scambi commerciali tra Etruschi e Celti. E’ curioso il giudizio di Plinio il Vecchio che menziona la regione Piemonte come uno dei più favorevoli per la coltivazione di vigneti in Italia antica.

La struttura prende il nome da Camillo Benso, vediamone come questo personaggio segno la sua storia. Il castello passò a numerosi proprietari dei quali non restano che poche notizie. I primi scritti li troviamo nell’800 e dimostrano che la struttura ospitò per quasi vent’anni un illustre personaggio del Risorgimento: Camillo Benso Conte di Cavour. Lo statista vi giunse nel 1830, ospite degli zii, la famiglia De Tonnerre. Incaricato di amministrare questi beni di famiglia, conferì una nuova impronta all’agricoltura locale: tracciò canali, adottò nuovi sistemi razionali di coltivazione, fece piantare duecentomila nuove viti e tentò la coltivazione delle barbabietole. Fu nominato sindaco del piccolo comune nel maggio 1832 a ventidue anni e tale carica mantenne fino al febbraio 1849. Ecco il motivo per cui questa fortezza segna da sempre una chiave di volta metaforica per l’evoluzione del vino.
Il castello è ben conservato, si presenta come un imponente edificio a pianta rettangolare con un poderoso mastio, che occupa tutta un’ala, ed una fabbrica a “U” ornata da una serie di torrette: due quadrate e due, esterne e pensili, a pianta rotonda. Molte finestre si aprono sulle facciate principali ad est e ad ovest, due sole sulla facciata a nord, mentre nel versante a sud sono numerose e ordinatamente allineate su tre piani.

Il 23 ottobre 2010 è stato inaugurato un nuovo edificio, progettato dall’architetto Giorgio Teggi. La nuova ala è costruita all’interno della collina sulla quale si erge l’antico maniero e include uffici ed ambienti polifunzionali: una Sala Didattica da 60 posti ed una Sala Congressi con oltre 250 posti a sedere e attrezzature audio e video. In occasione dell’inaugurazione è stata allestita la mostra Brume di Langa: paesaggi, oggetti, pensieri, a cura dell’interior designer Letizia Rivetti e dello scrittore Giordano Berti.

Eventi
Ogni anno, agli inizi di novembre, nel castello di Grinzane Cavour si svolge l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba che vede la partecipazione di famose personalità della politica italiana, della cultura e del jet set internazionale.

L’Asta non ha finalità di lucro, in quanto il ricavato dalla vendita degli esemplari di tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico) viene interamente devoluto ad Ospedali, Istituti di ricerca medica o altri Enti benefici.

 

 

 

(Noemi Bolognesi)